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NIMBUS 36" con touring handle ---di Beppe e Nic---
Inserito il 10 febbraio 2008 alle 19:40:00 da giocologgi. IT - Hardware

Commenti sul nuovo Nimbus 36", con touring handle e pedivelle da 152 mm ...



Cronaca del giro e prime impressioni sul Nimbus 36” con maniglione (touring handle) e senza freno

le foto sono su http://picasaweb.google.com/Giocologgi/10FebbraioCoi36

Monteveglio,10.02.2008,cielo sereno-poco nuvoloso, 8 °C, vento scarso.

Percorsi 16 km con dislivello max 200 metri in un'ora, con 2 brevi soste

 

Iniziamo il giro alle 14.40 dopo aver provato i rispettivi Nimbus 36” solo per poche centinaia di metri, per quello che sarebbe stato il primo giro ufficiale coi 36” .Smiley

Il nostro giro inizia con 2,5 km di strada quasi pianeggiante. Il quasi significa tante piccole salitine e discesine. I 36 hanno subito mostrato la loro potenza sconsiderata nell'affrontare senza alcun rispetto o pietà le salitine, che abbiamo masticato agilmente. Infatti l'inerzia accumulata dai Mammuth spesso è sufficiente a scavalcare gli ostacoli o i dislivelli senza neanche accorgersene.Smiley

Pedalando così, trovando subito un ottimo feeling coi 36”, arriviamo e superiamo il primo Gran premio della montagna, da cui inizia una discesa di 1 km che ci fa scendere di circa 150 metri. Qui incontriamo i primi problemi nel cercare di domare questi bestioni con la simpatica tendenza a lanciarsi a velocità prossima alla velocità di curvatura Smiley (?). Nel dubbio Beppe ha anche tagliato qualche tornante facendo anche un po' di Muni....

Le discese sono la cosa più impegnativa da affrontare senza il freno, che probabilmente ci sarebbe stato utile (ma lo stiamo aspettando...). Abbiamo notato però che mantenendo una velocità bassa è possibile controllare i monocicli senza essere catapultati a valle, rischio che invece si corre quando si permette ai 36” di prendere un po' di velocità. In effetti verso la fine della prima discesa, quando abbiamo allentato erroneamente la pressione sui pedali lasciando i monocicli un po' più liberi di rotolare, forse sottovalutando la potenza dei colossi, ci siamo accorti di come stessimo cavalcando due tori impazziti che corrono per le strade di Pamplona, virtualmente impossibili da fermare. SmileyGrazie a Dio siamo riusciti quantomeno ad addomesticarli quanto basta per seguire il corso della strada.

Non ci siamo ancora soffermati sul maniglione anteriore, che funge da vero e proprio manubrio, che si è rivelato utile in molte occasioni. Nella strada pianeggiante contribuisce a mantenere una direzione rettilinea evitando di ondeggiare a destra e a sinistra, e appoggiandovi entrambe le mani permette di pedalare in una posizione più aerodinamica. In discesa allo stesso modo si è rivelato utile, usandolo un po' come fossero le briglie di un cavallo, per inclinare il mono all'indietro a anche per farlo curvare nei tornanti. Anche in salita mostra ottimi pregi, ci si può aggrappare tirandosi un po' come fossero i classici manubri “con le corna” delle mountain-bike. Il buon vecchio Beppe ricorda inoltre come la maniglia mostri inattese proprietà quando ci si trova nel bel mezzo di una 24 ore, per consumarci sopra un pasto frugale (non che il buon vecchio Beppe abbia mai partecipato ad una 24 ore, ma questa è un'altra storia....)

Tornando alla nostra cronaca del giro, dopo la discesa e un paio di km di strada pianeggiante, arriviamo al secondo Gran premio della Montagna, un'ottima prima palestra di una ripida salita. E' uno strappo di soli 200 metri, piccolo ma letale, in cui un ciclista davanti a noi sputava sangue a sua volta.

La maniglia sopporta in questi casi la forza e la cattiveria data da tutta l'energia che pompa disperata sulle gambe e necessita di un vincolo col monociclo, e trovandosi in posizione molto più anteriore rispetto alla classica maniglia della sella, permette di tenersi piegandosi meno in basso. Siamo stati spiegati? :-)

Arrivati in vetta, ci concediamo 5 minuti di sosta, prima di affrontare tutti d'un soffio gli ultimi 9 km, di lievi discese e pianura.

Negli ultimi 2 km (praticamente gli unici con automobili) abbiamo usato tutta l'energia che ci restava in corpo per raggiungere e mantenere velocità disumane, trovando anche il tempo di scambiare un sorriso con una macchina di ragazzi che ci hanno affiancato, impazziti quanto increduli, che ci osservavano con gli occhi di Colombo alla vista dell'America....

Per la cronaca, abbiamo chiuso il nostro primo giro dopo 1 ora e 16 chilometri pedalati, con due pause di 5 minuti.

 

Concludendo, i Nimbus 36 ci hanno dato subito ottime sensazioni e si sono prestati con classe a questa nostra passeggiata, con salite e discese, rivelando in breve la loro attitudine a masticar chilometri. Splendido!!!Smiley

Attenzione però, noi siamo stati graziati da nessuna caduta capitataci, ma questi monocicli hanno l'antipatica tendenza a spingere l'inesperto ciclista ad oltrepassare i propri limiti, chiedendo di più, più pedalate, più velocità, di più, e ancora di più....

Beppe e Nic


Letto : 3244 | Torna indietro

Commenti
3 Commenti - 5/5 - Voti : 3
Inserito il 11 febbraio 2008 alle 09:45:17 da uni-san.  5/5
 
GRANDI!!!

"di più, e ancora di più"

LO VOOOGLIOO ANCH'IO
Inserito il 11 febbraio 2008 alle 10:03:56 da michele.  5/5
 
Grandi Nic e Beppe, io e Villiam questa domenica non siamo potuti esserci ma in futuro contiamo di aggiungerci così da tirare tutti e 4 in fila e formare il treno tagli aria ;-)
Inserito il 20 febbraio 2008 alle 20:46:13 da Marco.  5/5
 

Oggi mi sono arreso! ho smontato le pedivella da 125mm e rimontato le 152mm

Minch.... tutta un'altra cosa molto più facile in partenza e anche in salita si viaggia.

Come farà Roger Davies che è arrivato a Siena avendo fatto 120 km quel giorno e sempre con le pedivelle da 110mm????


 
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