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recensione Oracle Muni 26
Inserito il 01 ottobre 2012 alle 13:05:42 da giocologgi.

Oracle 26"

Ciao a tutti!

Entrando nel dibattito infinito su quale sia il monociclo giusto da acquistare, se sia meglio un Muni 20”, 24”, 26”, 29” ecc ecc, spero di poter dare il mio contributo….

INTRO

Si tratta del nuovo Muni 26” di produzione Nimbus, con già preinstallato il freno a disco, disponibile online da pochi mesi.

Le specifiche tecniche con cui viene venduto sono:

Scheda tecnica

Telaio: Alluminio Tondo.

Tubo sella: Alluminio rinforzato 25,4mm

Ferma sella Nero due viti

Sella: Nimbus Gel Nera

Cerchio: Alluminio doppio spessore.

Mozzo: Nimbus ISIS Disk

Raggi: 36

Cuscinetti: 42mm

Pneumatico: 26”x3.0” Duro WildLife

Freno: Bengal - Helix 5

Pedivelle: Nimbus Venture2 ISIS 165mm

Pedali: Plastica con pin metallici

Rispetto alla configurazione standard, me lo sono fatto inviare con la sella rossa (per motivi squisitamente estetici) e con le pedivelle KH dual 125/150.

Perché questa scelta?

Intanto per avere la possibilità di cambiare la lunghezza delle pedivelle (più lunghe = più controllo = migliori per i percorsi tecnici; più corte = più scorrevolezza e velocità = migliori per i percorsi cross country o i giri facili in genere), poi perché per me le 165 sono troppo lunghe.

Premetto che prima di questo acquisto ho già maturato discreta esperienza sul mio buon vecchio instancabile inossidabile (anzi, arrugginito e sgangherato, ma non nell’anima!) Nimbus Muni 24”, che uso con pedivelle da 135 mm, e con il Nimbus 29” Schlumpf con freno idraulico a tamburo Magura, e pedivelle da 125 o 135, che qui vedete “in azione”.

Questo solo per dirvi che le pedivelle corte come le ho messe io non sono l’ideale per chi inizia, ma ovviamente c’è sempre possibilità di cambiarle!

MONTAGGIO

Il montaggio (dopo essersi ripresi dall’estasi che accompagna l’arrivo del corriere) è molto semplice: disco e freno sono già assemblati, così da evitare le accurate regolazioni richieste per l’installazione. Fisso il tubo sella, pedali, la leva del freno (un po’ macchinosa da installare, vabbè!) e si va!Smiley

PROVA SU (FUORI) STRADA

Primo giro: ciclabile lungofiume (facile)

Sentiero di terra battuta /erba , praticamente in pianura. Scelgo il foro da 125 mm nelle pedivelle. La prima impressione è che vada veramente veloce! La seconda è quella piacevole sensazione che si prova quando si è abituati a pedalare su un prato con un 20” e poi si prova un 24” Muni… Il mono passa sopra a tutto, scivolando placido galleggiando su una copertone più grande e più largo… Mi capite vero?

Dopo essermi fatto qualche km, goduto la velocità e la fluidità, provo a salire una scalinata… Ovviamente questo setup con pedivelle corte non è il più adeguato per questo scopo, ma non ce la siamo cavata male…

Il freno a disco sembra carino. Per ora inutile…

Secondo giro: Muni a Monteveglio (medio)

Il giro inizia con un paio di km di salita su asfalto. Temevo di fare molta fatica, tra le pedivelle corte e il copertone da 26”x 3.0 (leggi:grande grosso e pesante) e invece, forse anche aiutato dall’entusiasmo del mono nuovo, andavo su che è un piacere! L’ultimo tratto di salita è il più ripido, in salita sterrata con varie buche e tratti sconnessi, ma anche questo è andato giù liscio, e non me l’aspettavo proprio, visto che lo facevo a malapena col vecchio, onoratissimo, Muni 24”.

E ora passiamo alla discesa, che è quello che ci piace fare di più!

Come vi dicevo il 26”, soprattutto con le pedivelle corte, tende a prendere velocità (per i principianti: attenzione!!!), e diventa fondamentale un aiuto dal freno, per non distruggerci le gambe. Essendo abituato a frenare con uno 29” schlumpfato, tendo per abitudine a frenare con molta delicatezza e circospezione, per evitare il disarcionamento improvviso in caso di frenata eccessiva o troppo rapida.

Il freno a disco invece è veramente docile e morbido! Si può frenare con disinvoltura, dato che la frenata è molto progressiva e facilmente modulabile!

Prima impressione sul freno: fantastico!

Preso dall’entusiasmo, decido di affrontare un pezzo molto ripido, di sottobosco selvatico, sicuramente non affrontabile con un 26” senza freno. L’inizio è fantastico! Laddove di sole gambe sarei volato via, il freno invece mi permette di rallentare (che è un concetto piuttosto auspicabile per un freno…) e di usare i pedali per gestire equilibrio e direzione.

Non riesco però a concludere la discesa e termino con un disarcionamento…. Ovviamente la colpa è tutta del mono e non mia! Smiley

Scherzi a parte, qua noto il più grosso difetto del freno! Ovvero che nelle discese tecniche è facile perdere la presa delle dita sulla leva del freno, perdendo il controllo laddove ce ne sarebbe più bisogno! Comunque è un peccato veniale, ho già ordinato l’estensione (chiamato “spooner” o “brake lever extension”) per la leva del freno!

Insomma, dopo questi due giri il voto complessivo è ottimo!

Terzo giro: Muni a Monteveglio (difficile)

Mi preparo ad un giro più complicato, e monto le pedivelle nella posizione più lontana, cioè a 150 mm. La fluidità di pedalata, soprattutto sull'asfalto, è ovviamente minore, ma ovviamente quel che voglio è il controllo nei passaggi tecnici!

Bene: il pezzo più tecnico a cui sono abituato, l’ho chiuso al primo tentativo! Sufficiente come concetto?!?

Quarto giro: Downhill dal Monte Plose (gara di UNICON 16)

Gara di downhill da 5 km, monto le pedivelle lunghe (150mm). (a posteriori con le corte sarei andato più veloce visto che la downhill “normal” non era difficilissima, ma chi poteva saperlo!).

Riassumo brevemente: 1 sola caduta, ottima fluidità generale, 3° posto nella mia categoria di età! Smiley

Ecco qui i dati:

Distanza:5.85 Km FC media:180 bpm Perdita di quota 907 m

ora 25:10 FC max 194bpm Velocità media 13,9 Km/h

In un giro così, con tanta discesa continuata, noto un aspetto fondamentale del freno!

Non solo serve nei pezzi molto ripidi, ma anche (soprattutto?) in quelli poco ripidi ma molto lunghi.

Nella gara avrò frenato per il 60% del percorso! Spesso toccando appena il freno, giusto per risparmiarmi le gambe per pompare e non per frenare! Così quando arrivavo nei pezzi più tecnici le gambe erano ancora belle reattive per controllare il mono!

CONSIDERAZIONI FINALI

Un Muni da 26” non è il primo monociclo con cui iniziare... Ma potrebbe essere il primo Muni! Dico potrebbe perché forse per i neofiti del Muni è un po' troppo grosso, non maneggevolissimo nel tecnico e per fare i salti.

(ma esiste la versione da 24" n.d.r.)

Per chi pedala già bene, invece, lo giudico ottimo!

+ il prezzo è decisamente inferiore ai Muni KH

+ il freno a disco si comporta molto bene

+ un 26” è un mono molto versatile, basta un cambio di lunghezza di pedivelle e si trasforma

+ il look è estremamente figo! Smiley

- il freno a disco è un attrezzo preciso e delicato: reggerà alla prova del tempo? / cadute?

- il peso è decisamente maggiore di un KH (circa 300 g su 7 Kg)

Ai posteri...

Nic

)--O

Eccomi a descrivere il mio nuovo acquisto!

Commenti
1 Commento - 5/5 - Voti : 1
Inserito il 07 ottobre 2012 alle 00:43:38 da jacopomuni.  5/5
 

Grande nic! non ci avevo mai pensato e devo dire che una recensione su un mono è cosa assai utile!

Per i lettori: io ho un qx (versione in alluminio della qu-ax) muni da 26" al quale ho montato copertone duro wild da 26x3 pollici (originale monta un kenda 26x2.5) e pedivelle kh dual 125/150. Devo dire che, come ha detto nic, i 26" sono mono davvero divertenti e versatili. Io, come nic, ho cominciato facendo muni con un cross qu-ax 24" e poi sono passato al 26". Cambiamento che si è decisamente fatto sentire (in positivo). Quindi voto 10 ai 26".

ciao a tutti


 
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